L'ultimo libro di Paolo Di Paolo edito da Feltrinelli: Lontano dagli occhi

"La vita dell’uomo è come una strada che corre diritta all’orizzonte. Discese salite deserti e giardini e tu che da solo cammini". Gaber cantava questi versi a metà degli anni Sessanta. Ancora attuali per la struggente solitudine che li permane, una malinconia che ritorna anche in chiusura della canzone: l'uomo che da solo cammina sull'asse precario dell'equilibrio, che anela la stabilità procedendo verso la cima sapendo che "più sali e più soffri più sali e più sembra lontana la cima del monte". Eppure quando si arriva, Gaber insegna, che ci si siede, si sorride. Forse il percorso scelto si è rivelato impervio, alcuni avranno deviato "in direzione ostinata e contraria", citando un altro grandissimo cantautore e poeta, ma alla fine la cima l'hanno raggiunta. E si sono seduti, con il cuore gonfio e l'anima per orizzonte


In Lontano dagli occhi di Paolo Di Paolo, romanzo edito da Feltrinelli, i percorsi di sei personaggi si incontrano formando tre sentieri. Tre Donne, tre età differenti, trascorsi sociali e culturali diversi ma la stessa paura, lo stesso timore, la stessa infinita solitudine di fronte alla metamorfosi più grande: diventare madre. Con lo sguardo sorvoliamo Roma nel 1983, lo sfondo metropolitano e temporale delle tre storie. Luciana, Valentina e Cecilia, rispettivamente giornalista, adolescente e ragazza senza dimora, affrontano la gravidanza lontano dalle famiglie, dai padri dei futuri nascituri, talvolta lontano da loro stesse. 

Le sequenze della loro vita, brevi attimi di quotidianità, presentano alcuni momenti della loro storia: donne abbandonate, talvolta ai margini della società, dimenticate dagli uomini che dovrebbero stare al loro fianco, coloro che diventeranno padri. Gli avvenimenti delle loro storie sono porzioni di infinità umanità. Le parole del narratore si fondono, da subito, con i pensieri del lettore. Ed è così che "in questa storia, non mi basta sapere l’emozione confusa – e in ogni caso canonica, fra incredulità e sconcerto – di quando all’Irlandese, a Ermes, a Gaetano, la rispettiva ragazza ha comunicato di essere incinta. Vorrei sapere se, quando e come ciascuno di loro ha maturato coscienza della trasformazione. C’è stato forse un contatto, un’ansia diversa, qualcosa come un clic, una notte insonne?".

Lontano dagli occhi è un romanzo travolgente e trascinante. Il racconto si fa rivelazione e la poetica si comprime nell'esatto istante in cui, perfettamente calati nelle storie narrate, comprendiamo, da Donne, madri e mamme che "da qualche parte – visibili, stupefatte, e sole, in quella devastante metamorfosi – ci sono le madri". 

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