Libri per l'estate

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Di seguito alcuni suggerimenti di libri da leggere per l'estateproposte di lettura per il mese di agosto: dai classici della narrativa italiana e straniera alle letture più intense che hanno caratterizzato questi ultimi mesi. Libri a disposizione per ogni lettore, indicazioni dalle quali si può trarre spunto per una lettura leggera ed estiva,  ma anche per chi ama immergersi in letture più impegnative.



"Nell'estate del 1963 io mi innamorai e mio padre morì annegato" è l'incipit di un piccolo capolavoro di Charles Simmons, Acqua di mare (Rizzoli, 2007) recentemente ripubblicato da Edizioni Sur nella traduzione di Tommaso Pincio. "Le onde dal lato dell'oceano lanciavano spruzzi. Credo di avere pianto. Lacrime e acqua di mare hanno lo stesso sapore". In seguito a "La città dei lettori", manifestazione svoltasi a Firenze, è nata una iniziativa che, come si legge nella pagina dedicata all'evento "mette insieme alcune librerie italiane nel segno della lettura di qualità. Nell'Italia delle divisioni e delle barriere, sette librerie unite da Nord a Sud propongono per tutta l'estate un romanzo divertente e malinconico, scelto dai librai tra decine di titoli perché a distanza di anni mantiene intatta la sua freschezza e originalità. Si tratta di Acqua di mare". Le librerie coinvolte nell'iniziativa sono Nina di Pietrasanta, Verso Libri di Milano, Modusvivendi di Palermo, Therese di Torino, Diari di Bordo di Parma , Arcadia di Rovereto e Todo Modo di Firenze. 

Nell'ultimo libro di  Michela Marzano (Idda, Einaudi) il perimetro emotivo entro il quale possiamo esplorare il dolore di Alessandra, la protagonista, è costituito da poche parole, da sentimenti taciuti, da ricordi sepolti nel passato e mai rivangati. Certe cose fanno male solo quando le si nominano, smettere di nominarle significa voltare pagina, sopravvivere.
Alessandra finge di riuscire a dimenticare, fino a quando i pochi riferimenti sui quali aveva costruito il suo precario equilibrio si sgretolano. La madre di Pierre, suo marito, è affetta da una malattia neurodegenerativa e perde progressivamente la memoria fino al punto di non essere più in grado di riconoscere il figlio.
E' in questo momento che Alessandra si interroga sul senso della vita: che cosa rimane di noi quando perdiamo la memoria? 

Una scrittura cruda e asciutta, per molti aspetti visiva. Le parole della Mander impattano con le nostre sensazioni: veniamo travolti dal dolore di Leo, un ragazzo che soffre per la perdita del padre suicidatosi in mare perché la vita era troppo o forse era lui ad essere troppo per la vita. Un dolore pesante per un adolescente che, nel frattempo, vede il suo corpo cambiare e assiste al rapporto con le ragazze farsi sempre più maturo ma non concludente, come lui vorrebbe. Leo è uno studente brillante pur non trascorrendo molto tempo sui libri. Ossessionato dal sesso e da Kurt Cobain, Leo preferisce perdersi nei suoi pensieri mentre vaga per una Milano solitaria. Una storia in bilico, tra la paura di conoscersi e il senso di estraneità. 

Desy Icardi, con L'annusatrice di libri edito da Fazi, ci introduce nel fantastico mondo dei libri facendoci entrare dalla porta principale: scoprire il profumo dei classici, delle poesie o dei romanzi d'avventura, sfogliarne le pagine e "annusare" le emozioni, le esaltazioni, i timori e le preoccupazioni dei protagonisti dei libri, partecipare ai loro sentimenti. In questo modo la storia individuale diventa storia collettiva, in un susseguirsi di accadimenti condivisi. L'elemento caratterizzante di Adelina, la fanciulla che riesce a leggere con l'olfatto a tal punto da migliorare il suo rendimento scolastico e la sua reputazione tra le amiche, è anche la spina dorsale della struttura del libro. 

"Penso spesso a un'immagine che solo io vedo ancora e di cui non ho mai parlato. E' sempre lì, fasciata di silenzio, e mi meraviglia. La prediligo fra tutte, in lei mi riconosco, m'incanto. Presto fu tardi nella mia vita. A diciott'anni era già troppo tardi" e continua così una delle più belle pagine mai scritte nella storia delle letteratura. Marguerite Duras inizia a scrivere L’Amante nel 1983, dopo una lunga disintossicazione per abuso di alcool. E' probabilmente in clinica che la scrittrice matura il bisogno di un ritorno alle origini rispolverando quella parte della sua adolescenza che non ha mai rivelato a nessuno per motivi di pudore. Tra le pagine del romanzo si dischiude l'immagine che solo lei vede ancora, quell'immagine sempre taciuta, fasciata dal silenzio.

Le parole di Ted Hughes, nell'interpretazione di Connie Palmen, restano stampate nella memoria anche dopo aver chiuso il libro. Relegato a ruolo di marito, assassino, traditore, Ted Hughes non ha mai fatto parola della sua relazione con la Plath, accettando il ruolo a lui assegnato dalla critica, dagli amici, dai benpensanti nel corso degli anni. Fino al 1998. La pubblicazione di Birthday Letters ha portato alla luce una verità nascosta, scomoda, una realtà fatta di nevrosi, tormenti, difficoltà psichiche ed emotive. Dopo aver studiato le poesie contenenti in Birthday Letters, le interpretazioni, le review e "tutto quello che c'era da leggere e sapere", la Palmen ha raccontato la versione della storia secondo Ted.

Rupi Kaur non ha bisogno di presentazioni. Il suo lirismo è famoso in tutto il mondo. Grazie ai social network le sue poesie, i suoi versi, le sue parole si sono diffuse a macchia d'olio: un lirismo schietto, breve, semplice mai scontato e banale. Una poetica che ha radici profonde, che affonda nel dolore per rinascere dallo stesso. Una rigenerazione attraverso le parole: superare il dolore e il trauma grazie alla forza delle parole che non conoscono limiti temporali e spaziali, che non subiscono il peso delle barriere sociali. Le sue poesie hanno un valore epifanico difficilmente riscontrabile in altri giovani poeti della sua generazione: attraverso questa costruzione poetica, Rupi Kaur compone una saggia e profonda riflessione su temi universali. 

Una graphic novel romantica, una ballata senza tempo che incornicia quarant'anni di sentimenti, emozioni e accadimento tra due personaggi eclettici e bizzarri che fanno dell'amore la loro ragione di vita. Si tratta di Un amore esemplare scritto da Daniel Pennac e disegnato da Florence Cestac, edito da Feltrinelli Comics a gennaio del 2018. 

La produzione letteraria e poetica di Raymond Queneau si sviluppa lungo l'asse dell'autonomia culturale che lo ha portato a sfiorare il surrealismo (con la conseguente presa di posizione radicale, se vogliamo, sull'arte come fenomeno intellettuale radicato in precisi algoritmi matematici, sistemi sui quali lui stesso ha maturato le sue idee tanto da fondare, nel 1960, l’OuLiPo) e l'esistenzialismo senza mai aderirvi pienamente. La forza emotiva e la complessità letteraria dell'opera di Queneau proviene proprio dall'impossibilità di definire la sua vasta produzione, la quale, di conseguenza si presta a molteplici interpretazioni e rappresentazioni. Ho trovato particolarmente elegante e umoristica la rielaborazione fumettistica di Zazie dans le métro di Clément Oubrerie edito da Rizzoli-Lizard nel 2011. Se l'umorismo è caratteristica peculiare della scrittura di Queneau nell'opera Zazie dans le métro, in cui il linguaggio si basa su una fonetica ritmica e incalzante testimonianza di una lingua che stava rapidamente mutando sotto gli occhi increduli dello stesso autore, Clément Oubrerie ha saputo conservare questi aspetti arricchendo la graphic novel con illustrazioni vivaci e colorate, in cui la resa visiva esalta  l'aspetto estetico e supporta un contenuto di grande impatto letterario ed umano. 

Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo-li-ta. Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo un metro e quarantasette con un calzino solo. 
Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. 
Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. 
Ma tra le mie braccia era sempre Lolita. 
Serve aggiungere altro per consigliarvi la lettura?


  1. M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati edito da Bompiani
  2. Il rumore del mondo di Benedetta Cibrario edito da Mondadori
  3. Fedeltà di Marco Missiroli edito da Einaudi
  4. La straniera di Claudia Durastanti edito da La Nave di Teseo 
  5. Addio Fantasmi di Nadia Terranova edito da Einaudi
Il diavolo di Tolstoj, edito da Passigli


Il diavolo nell'edizione di Passiglinon è solo un racconto dove l'amore diventa desiderio ossessivo del corpo di una donna, Il diavolo è soprattutto una riflessione circa i sentimenti, l'animo umano spesso in balia delle più bieche tentazioni di fronte alle quali non sa come comportarsi. Pensando alle tracce autobiografiche conservate in questo lungo racconto, Il diavolo appare anche come una confessione nella quale l'autore ammette ciò che immagina siano le sue colpe, fantasticando sull'epilogo di una storia strascicata e rosicchiata dal tempo e dai rimorsi. Ma forse anche queste sono elucubrazioni che lasciano il tempo che trovano, la verità è racchiusa nella memoria di uno dei più grandi scrittori dell'Ottocento.

Troppa felicità di Alice Munro, Einaudi


C'è una musicalità nella raccolta di racconti Troppa felicità di Alice Munro (edita da Einaudi) che percuote le pagine trasmettendo al lettore una vibrante sensazione di pienezza. Anzi, ripensandoci mi sembra che ci sia proprio una vibrazione che parte in sordina, quasi non volesse disturbare la lettura per poi frastornare, risvegliare, qualcosa che abbiamo percepito, quel segreto inconfessabile che abbiamo vagamente e distrattamente intravisto tra una pagina e l'altra e che abbiamo volutamente finto di non vedere perché è troppo doloroso ammettere la sua esistenza.

La manutenzione dei sensi di Franco Faggiani, Fazi Editore



Chi leggendo La manutenzione dei sensi non ha fantasticato di trascorrere almeno una serata nella baita costruita dall'aitante cinquantenne Lorenzo Guerrieri? E chi non avrebbe voluto stringere le mani nodose, magre e piene di graffi di Martino, ragazzo tanto mite e silenzioso quanto brillante e saggio, affetto dalla sindrome di Asperger?

Il guardiano della collina dei ciliegi di Franco Faggiani, Fazi Editore



Nel lontano 1892, precisamente il 20 agosto a Tamana, nasce Shizo Kanakuri. Rappresentante del Giappone ai Giochi Olimpici di Stoccolma del 1912, Shizo Kanakuri approda in Svezia come maratoneta: ammirato e osannato non solo dal suo Paese ma soprattutto dall’imperatore Mutsuhito e da Jigoro Kano, educatore e inventore del judo. Nonostante ciò le aspettative vengono ben presto tradite dallo stesso Kanakuri il quale, in seguito all'intenso sforzo fisico, si addormenta durante il percorso fermandosi in una cascina svedese e risvegliandosi molte ore dopo la fine della gara. 
E' questo il punto di partenza del romanzo di Franco Faggiani, Il guardiano della collina dei ciliegi (Fazi Editore). Da questo momento in poi l'amabile scrittura di Faggiani intreccia le lacunose notizie che l'autore ha scovato sulla vicenda con l'arte della narrazione. Il risultato è un romanzo evocativo, ricco, ambizioso (è lo stesso autore ad ammettere di avere osato, rispetto al suo primo libro, ambientando questa storia "in due paesi molto distanti tra loro e con tradizioni differenti"). 

Almarina di Valeria Parrella, Einaudi


Racchiusa nell'arcipelago delle isole Flegree, prolungamento dell'abbacinante Posillipo, Nisida si staglia, irta e silenziosa, nel punto in cui il mare si congiunge con il cielo. Nisida è l'isola inesplorata. Dal suo ventre si alzano le voci d"e criature. Nisida è una madre adottiva che accoglie temporaneamente i suoi figli per poi restituirli al mondo: "non può questa madre ricordarsi di tutti i suoi figli, ne ha troppi, qualcuno si salva, altri soccombono, altri uccidono i loro fratelli o li affamano".La scrittura di Valeria Parrella ha il dono di scavare nelle emozioni: pone una lente d'ingrandimento sui sentimenti, prende per mano il lettore e lo esorta a guardarsi dentro, a porsi delle domande. Come ne Lo Spazio BiancoEnciclopedia della donna e Troppa importanza all'amore, la Parrella adotta una voce potente, lucida, carica di dettagli, pregna di tutto ciò che Napoli rappresenta. Una voce accorta che descrive con arguzia emotiva, talvolta dissacrante, la profonda vastità di una città che non conosce limiti e confini in un incessante tripudio di umana bellezza.



Il Paese sommerso, una diga che non poteva essere costruita, il distacco dalle proprie terre d'origine, dalla propria casa e dagli affetti. Andarsene diventa, quindi, per alcuni un atto di vigliaccheria, per altri una lacerazione che potrebbe provocare ferite insanabili. E poi c'è chi lascia la terra natia senza guardarsi indietro, nella speranza che l'ambito domani sia migliore del presente. 
Il campanile di Curon, paesino del Sudtirolo al confine tra Austria e Svizzera, è l'ultima traccia che rimane della comunità sommersa oltre mezzo secolo fa. Resto qui di Marco Balzano (Einaudi, finalista Premio Strega 2018) è il grido di disperata solitudine di Trina e del marito Erich, che tentano di salvare la loro comunità, il loro maso, il loro piccolo paese dalla follia cieca e distruttiva che vuole, a qualunque costo, la costruzione della diga. 



Se dovessi pensare a una scenografia per questo libro, immagino un palcoscenico spoglio, il testo teatrale che si dibatte tra i personaggi principali (giovani, londinesi e intraprendenti: Stuart, Gillian e Oliver). Le loro voci danno vita a un racconto corale, struggente e ironico, a tratti violento e sofferto, dove anche il respiro ha un peso.
Con Amore, dieci anni dopo (Einaudi) Julian Barnes disegna un ritratto intimistico e brutalmente attuale di una storia d'amore come tante, dove divorzi e matrimoni, fidanzamenti, riconquiste e scalate sociali, non sono altro che i tasselli di una vita che dimostra la fragilità dei sentimenti.

Il nuotatore di John Cheever, Fandango Libri


Partendo dalla stessa "superficie levigata delle false apparenze" (F.Pivano) si dipana la disperazione dei racconti di John CheeverIl nuotatore, edito da Fandango Libri, che contiene anche Un giorno qualsiasi e Una radio straordinaria, rappresenta l'emblema della fragilità di uno scrittore e di un uomo. Dove inizia l'uno e dove finisce l'altro è difficile affermarlo con esattezza, in quanto le due figure sono strettamente legate tra loro. La vita dello scrittore, amareggiata e affranta, percorsa da brividi di instabilità, si riversa sulla carta e il lettore può scorgere in Neddy, il protagonista de Il nuotatore, il "fallimento umano" che aveva investito gli ultimi anni della carriera di Cheever, così come Jim, il personaggio de Una radio straordinaria, rappresenta le angosce dell'aristocrazia americana messe a nudo per mano delle sue stesse effimere convinzioni.

Francesco Piccolo. L'animale che mi porto dentro, Einaudi


Il maschio che si svela al lettore, che cresce e si forma di pagina in pagina, è un maschio che rifugge quell'universo che Piccolo tenta di esaminare con gli strumenti che la storia gli offre e che spesso coincidono solo con i suoi stessi sensi.
Eppure, per quanto possa scappare, il maschio che vediamo crescere alla fine si abbandona al codice della virilità, perché il bisogno di appartenenza è più forte di qualsiasi gratificazione emotiva.
Perché esiste un codice dei maschi; quasi tutte le sue voci sono difficili da ripetere in pubblico, eppure non c’è verso di metterle a tacere. Tanti anni passati a cercare di spegnere quel ronzio collettivo per poi ritrovarsi ad ascoltarlo, nel proprio intimo, nei momenti piú impensati. «Dentro di me continuerò sempre a chiedermi: siete contenti di me? sono come mi volevate?». 

Quella metà di noi di Paola CeredaGiulio Perrone Editore


Ci sono romanzi che aprono una breccia, inaspettata, nel vuoto quotidiano, romanzi nei quali è facile riconoscersi, che tendono la mano al nodo emotivo celato da qualche parte dentro di noi e che non osiamo chiamare con il proprio nome. Si tratta di romanzi potenti, che si inseriscono nella cultura collettiva di un Paese. Quella metà di noi di Paola Cereda (Giulio Perrone Editore), tra i dodici candidati al Premio Strega, è uno di questi.

E come il vento di Davide Rondoni, Fazi Editore

Le parole ci inchiodano alle nostre responsabilità. E' per questo motivo che, talvolta, si commette l'errore di pensare che basta non chiamare le cose con il proprio nome per annullarle. Il processo di annullamento di una cosa presuppone, tuttavia, l'esistenza di quella cosa.
Se annullo, se tento di cancellare qualcosa significa che quella determinata cosa è esistita.
La scrittura ci viene in aiuto. Ferma, sulla carta, le parole cristallizzandole e offrendole all'Altro, a colui che saprà accoglierle, trascenderle e trasfigurarle.
Davide Rondoni deposita nelle nostre mani un lungo racconto, E come il vento edito da Fazi, un viaggio nell'Infinito leopardiano che diventa, pagina dopo pagina, l'Infinito del poeta Rondoni, l'Infinito dell'uomo Rondoni e il nostro personale Infinito.

Lux di Eleonora Marangoni, Neri Pozza Editore


Circoscritto nello spazio di una narrazione stratificata, Lux il romanzo di Eleonora Marangoni edito da Neri Pozza, tra i dodici candidati al Premio Strega 2019, accompagna il lettore in una storia coinvolgente, che sfuma verso un pacato surrealismo restando, pur sempre, ancorata al dinamismo emotivo dei personaggi.
Le emozioni sono le vere protagoniste di questa storia, la quale si svela e si scopre al lettore con pudore. Dalle emozioni non ci si può sottrarre: lo capisce Thomas Edwards che fluttua e guarda la realtà dall'alto, non affonda nel quotidiano, non fa esperienza di quel che c'è oltre la linea di nebbia. Thomas non si espone e non si oppone alla vita. Si lascia gestire senza intervento alcuno: un modo per tutelarsi, per non sentire il mal di vivere?

Esplorare il silenzio di Nicoletta Polla-Mattiot, Enrico Damiani Editore


Ce lo ricordava Jung, il silenzio è necessario per "ricoverarsi dalla futilità delle parole". Leopardi lo equipara al linguaggio delle "forti passioni", Salvator Rosa pone il silenzio al centro del suo celebre autoritratto. "Dire che il silenzio comunica è un atto di fede" si legge nelle prime pagine dell'intenso e vibrante libro di Nicoletta Polla Mattiot, Esplorare Il Silenzio  - Enrico Damiani Editore. Ed oltre ad essere un atto di fede, il silenzio suona come un atto rivoluzionario che irrompe nel contemporaneo con acume intellettivo sgretolando l'intrattenimento triviale che certi ambienti (mediatici, nel senso più ampio del termine) ci mostrano quotidianamente. “Non basta stare zitti. Occorre uno scopo, una strategia, una volontà. Non per negare la comunicazione, ma per espanderla". Esplorare il silenzio è un viaggio corale che passa attraverso i saggi di Massimo Canevacci, Franco Farinelli, Giorgio Ieranò, Massimo Kaufmann, Giuseppe Maffei, Carlo Migliaccio, Raul Montanari, Franca Parodi Scotti, Andrea Pirovano, Alberto Schön, Manuela Trinci.

Leggero il passo sui tatami di Antonietta Pastore, Einaudi


Leggero il passo sui tatami, non è solo l'autobiografia di una donna occidentale che ha vissuto per anni in Giappone, ma è soprattutto il percorso esistenziale, il viaggio di integrazione che vede protagonista l'anima e la mente di questa donna prima ancora della sua persona fisica. La scrittrice (e traduttrice) scoprirà che ciò che reputiamo universale in realtà è molto relativo e circostanziato alla cultura nella quale siamo cresciuti. Capire questo concetto e fare un balzo in avanti nel momento in cui ci si trova in una terra lontana dalla nostra è un pregio non comune. E di questo Antonietta Pastore ne ha dato testimonianza.


Vengono altresì segnalate le seguenti letture:

  1. Se i gatti scomparissero dal mondo di Kawamura Genki, Einaudi;
  2. Avviso di chiamata di Delia Ephron, Fazi Editore;
  3. I tredici passi di Mo Yan, Einaudi;
  4. Favola di New York di Victor LaValle, Fazi Editore;
  5. La vita segreta degli scrittori di Guillaume Musso, La Nave di Teseo.
  6. Carnaio di Giulio Cavalli, Fandango Libri
  7. Memorie di una donna medico di Nawal al-Sa’dawi, Fandango Libri
  8. Oracolo manuale per scrittrici e scrittori di Giulio Mozzi, Sonzogno Editore
  9. Febbre di Jonathan Bazzi, Fandango Libri

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