martedì 14 aprile 2020

Ray Caesar Pop Surrealismo: oltre l'immaginifico

Ray Caesar è riconosciuto a livello internazionale come uno dei massimi esponenti del pop surrealismo. Il substrato artistico delle sue opere poggia le basi su una nutrita esperienza che ha origine agli inizi degli anni '80 fino alla fine degli anni '90 presso il dipartimento di arte e fotografia dell'Ospedale per bambini a Toronto, presso il quale documentava la ricerca psichiatrica su bambini maltrattati, la ricostruzione chirurgica, la psicologia e la ricerca sugli animali. 
E' in questi anni che hanno origine, per sua stessa ammissione, le immagini che daranno origine al suo estro creativo: "I often awake in the middle of the night and realize I have been wondering the hallways and corridors of that giant hospital. As I lay there in the dark, I struggle to remember the fading words of those that still haunt my memories of so many years ago. It is so clear to me that this is the birthplace of all my imagery". 

Festival of Light 30 x 40 
Gli ospedali, come ha dichiarato Ray Caesar, sono come piccole città e "ogni volta che pensi di aver visto tutto, la realtà ti dà uno schiaffo mostrandoti qualcosa che ti fa rivalutare tutto. Ho imparato nella mia vita che le mani umane possono essere crudeli e scortesi, ma più spesso possono eseguire un intervento chirurgico al cuore o scrivere un assegno per costruire una nuova ala di un ospedale o semplicemente spazzare via la lacrima dal viso di un bambino". 




Tutto ciò che Ray Caesar ha appreso nel corso degli anni lo ha trasposto sulla tela. Attraverso il software di modellazione tridimensionale Maya, i suoi soggetti vengono coperti con trame fotografiche dipinte che li avvolgono come una mappa su un globo. "Ogni modello è quindi impostato con uno scheletro invisibile che mi permette di posare e posizionare la figura nel suo ambiente tridimensionale. Le luci e l'ambientazione vengono aggiunte successivamente con l'ausilio di ombre e riflessi che simulano le scenografie di un mondo reale".



La creazione di ogni soggetto ricorda molto la manipolazione dell'argilla e ciò che se ne può ricavare (a questo proposito l'artista rimembra nella sua biografia un episodio risalente all'età scolare durante il quale aveva dovuto svolgere un lavoro proprio con l'argilla. Anche in questo caso le reminiscenze dell'infanzia si intrecciano con la sua attuale professione e la sua predisposizione all'indagine di alcune tematiche rispetto ad altre). 
Dalla creazione di una struttura interna simile a uno scheletro si passa poi allo sviluppo del cranio e, in particolar modo, all'espressione del volto che muta di soggetto in soggetto. L'artista avvolge ogni soggetto creato in costosi tessuti, aggiungendo elaborati copricapi, ornando ogni modello con dettagli femminili raffinati ed esasperati al tempo stesso, come ciglia e unghie, che rendono le protagoniste dei suoi quadri estremamente inquietanti ma anche misteriosamente affascinanti.
Da notare il grande interesse e amore di Ray Caesar per la cultura francese, in particolare per il periodo Rococò e per artisti e letterati come  Antoine Watteau, per alcuni pittori olandesi, come Jan Vermeer, per non parlare del suo personale apprezzamento per il periodo inglese tra '700 e '800, a cui si aggiunge, verso i vent'anni, la lettura di opere di Yukio Mishima e Jun'ichiro Tanizaki.





Questo mix culturale ed artistico, che intreccia movimenti letterari e codici visuali di varie epoche differenti con i ricordi della sua infanzia e adolescenza a loro volta sapientemente mescolati alla sua esperienza professionale ha generato opere uniche nel loro genere: Ray Caesar continua, negli anni, a confermarsi come uno dei padri indiscussi del pop surrealismo internazionale, con uno stile unico e inimitabile.



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