giovedì 27 ottobre 2011

I Manga di Takeshi Obata: perfezione e pulizia delle illustrazioni

Pensando a Takeshi Obata ciò che balza alla mente è la figura di un mangaka che, pur collocandosi all'interno del filone shonen, si distingue dagli autori di questa categoria per perfezione e finezza dei suoi disegni tanto da diventare, negli anni, il mentore di giovani illustratori, oggi famosi mangaka, come Kentaro Yabuki (tanto per citare uno dei fumettisti della sua scuola che adoro maggiormente e di cui presto scriverò un articolo visto l'ultimo fumetto uscito per Kappa edizioni, Cronache di Yamato).

Il fatto che Takeshi Obata abbia iniziato la sua carriera ancora adolescente, attirando l'attenzione della critica  con il manga 500 K nen no Kaiwa pubblicato sulla rivista Weekly Shonen Jump e per il quale ha vinto nel 1985 il Tezuka Award dalla casa editrice Shueisha, rende questo artista tanto affascinante quanto i suoi disegni. Tralasciando il periodo poco fortunato dedicato al manga Cyborg Jii-chan G, i suoi lavori, negli anni successivi, non smettono di incantare il pubblico e la critica stessa, tanto che, una decina d'anni dopo riceve il celeberrimo premio Shogakukan Manga Award  e nel 2003, il Tezuka Osamu Cultural Prize per l'opera Hikaru no Go, fumetto basato sul gioco del Go, nato in Cina e importato in Giappone dove è divenuto famoso. Quest'ultimo manga è uscito anche in Italia e grazie a Planet Manga ha raggiunto un modesto successo mentre negli Stati Uniti ha raccolto pochi consensi.   

Proprio nel 2003 Takeshi Obata illustra il famoso manga Death Note, scritto da Tsugumi Ohba. Un fumetto che ha conosciuto una popolarità, anche internazionale, di tutto rispetto sia per il contenuto narrativo impegnato, per niente scontato e banale, sia per gli spunti riflessivi e la caratterizzazione dei personaggi ben identificati nel loro ruolo, sapientemente raccontati da una mano esperta quale appunto quella di Tsugumi Ohba. Tuttavia tale caratterizzazione è evidenziata e sottolineata proprio dalle illustrazioni di Obata. La sua tecnica è perfetta, le linee sono sicure, i volti ben delineati così come i movimenti del corpo, gli atteggiamenti, gli stessi sguardi dei personaggi. Particolarmente interessanti sono anche le rappresentazioni degli dei della morte: la resa introspettiva che Obata propone con i suoi disegni è simbolica ed evocativa, quasi uno studio anatomico sul personaggio stesso. La forza di questi disegni hanno portato Obata, nel 2008, alla nomination agli Eisner Award, premio annuale assegnato in occasione del Comic-Con di San Diego




Riconosciuto dal pubblico, oltre che dalla critica, per la perfezione dei suoi disegni, Takeshi Obata ha una cura spasmodica per i dettagli. La fedele riproduzione dei personaggi narrati da Ohba (con il quale ha lavorato anche al più recente manga dal titolo Bakuman), o creati dalla sua fervida immaginazione, rende le sue illustrazioni riconoscibili facendole emergere dalla massa che appartengono ai più commerciali shonen manga.

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