venerdì 29 giugno 2018

#ThanksTo: una finestra sulle cose belle scovate su Twitter

Ritorna #ThanksTo, un modo per ringraziare, per abbracciare virtualmente, per avvicinare chi si allontana, per creare una finestra su tutto ciò che leggo. 
Questa settimana allargo gli orizzonti ed estendo il mio personale ringraziamento ai tweet della settimana, a quelli che mi hanno fatto emozionare maggiormente.

Libreria The Last Bookstore, Los Angeles.














mercoledì 27 giugno 2018

Tra surrealismo e fantasia. Le opere di Daria Hlazatova

E' uscito il nostro nuovo articolo sul quotidiano Wall Street International Magazine. Oggi parliamo del surrealismo nelle opere di Daria Hlazatova. 

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David Grossman. Che tu sia per me il coltello

Ogni tua parola è caduta esattamente 
dove era attesa da anni. 

David Grossman, 
Che tu sia per me il coltello


Egon Schiele. Seated Woman with Bent Knee, 1917

martedì 26 giugno 2018

Søren Kierkegaard, Diario del seduttore

Volevo scriverti, non per sapere come stai tu, 
ma per sapere come si sta senza di me. 
Io non sono mai stato senza di me e quindi non lo so. 
Vorrei sapere cosa si prova a non avere me che mi preoccupo di sapere se va tutto bene, a non sentirmi ridere, a non sentirmi canticchiare canzoni stupide, a non sentirmi parlare, a non sentirmi sbraitare quando mi arrabbio, a non avere me con cui sfogarsi per le cose che non vanno, a non avermi pronto lì a fare qualsiasi cosa per farti stare bene. 
Forse si sta meglio, o forse no. Però mi e venuto il dubbio e vorrei anche sapere se ogni tanto questo dubbio è venuto anche a te. 
Perché sai, io a volte me lo chiedo come si sta senza di te, poi però preferisco non rispondere che tanto va bene così. Ho addirittura dimenticato me stesso per poter ricordare te.

Søren Kierkegaard, “Diario del seduttore”

Herbert Tobias

Baricco, Castelli di rabbia

"Il mondo è pieno di gente che gira con in tasca le sue piccole biglie di vetro...le sue piccole tristi biglie infrangibili...e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo...e se un giorno scoppieranno anche quella sarà vita, a modo suo...meravigliosa vita." 

Baricco, Castelli di rabbia 

Lorraine Watry

venerdì 15 giugno 2018

#ThanksTo: una finestra sulle cose belle scovate su Twitter

Nuovo appuntamento con #ThanksTo, un modo per ringraziare, per abbracciare virtualmente, per avvicinare chi si allontana, per creare una finestra su tutto ciò che leggo ogni venerdì mattina.
Un momento che, fino ad ora, è sempre stato solo mio ma che, da adesso in poi, voglio condividere perché la bellezza deve essere condivisa.








mercoledì 13 giugno 2018

Street Art Umbria: il progetto artistico di Matteo Piselli (Ibrido Digitale)

Street Art Umbria è un progetto ambizioso ideato da Matteo Piselli, in arte Ibrido Digitale. Comunicatore, consulente digitale e formatore, Matteo Piselli ha curato la prima edizione di TEDxAssisi. Responsabile della comunicazione di Fuseum Museo di Brajo Fuso, Piselli nutre grande passione per la cultura, in ogni sua forma e declinazione.
Matteo Piselli (Ibrido Digitale)
Abbiamo avuto il piacere di parlare con lui del suo ultimo progetto, Street Art Umbria, dell'origine e degli intenti alla base delle sue idee.

MATRIARCHY di MP5- presso Archi's Comunicazione

Iniziamo subito con il tuo progetto: Street Art Umbria. Da dove nasce questo progetto e qual è lo scopo?
M.P: Street Art Umbria prende forma alla fine di un percorso conoscitivo che mi ha portato a esplorare alcune delle città italiane più interessate dal fenomeno, in particolare Roma e Ancona. Le opere di strada spesso non sono catalogate in modo scientifico come avviene nei musei e nelle gallerie d’arte; la loro diffusione avviene soprattutto attraverso i Social Network, in genere tramite foto di scarsa qualità e descrizioni non professionali. Lo scopo di Street Art Umbria è di catalogare le opere locali, cercando di mantenere intatto il messaggio originale dell’artista. Per raggiungere questo scopo è necessario investire tempo nella conoscenza della materia: imparare a riconoscere gli artisti dalle loro opere, riuscire a distinguere il bello dal brutto e, soprattutto, cercare di entrare nella comunità degli artisti, incontrandoli e confrontandosi con loro.

Che cosa significa per te Street Art? Quali sono gli studi, i libri, i siti alla base della tua
cultura su questo movimento artistico?
M.P: Street Art per me significa arte legata al territorio. Così come gli affreschi di Giotto ad Assisi
raccontano un tempo e uno spazio ben preciso, le opere di strada - quando sono autentiche - rappresentano puntualmente il contesto socioculturale nel quale vengono realizzate. Da qui l’esigenza di distinguere i lavori significativi da quelli che non lo sono. Iniziare a riconoscere gli artisti attraverso le loro opere è il primo passo per apprezzare il fenomeno, andando oltre
il semplice stupore maturato nel vedere un muro colorato. Il mio interesse nei confronti dei murales risale ai primi anni ‘80, quando ero solo un ragazzino, ma già appartenevo alla ristrettissima comunità Hip Hop italiana; al tempo l'esposizione delle opere era molto limitata, si potevano vedere solo su documentari e film a tema, come per esempio Beat Street, in parte FlashDance, ma soprattutto tramite la musica e i video di Malcom McLaren (Buffalo Gals). A quell’epoca la Street Art raccontava soprattutto il disagio delle periferie di New York e Los Angeles, ma un’arte non trasportabile fisicamente avrebbe avuto bisogno di nuovi media per diffondersi. I nuovi media sono arrivati con gli anni Duemila e i muri dipinti hanno cominciato a viaggiare, contaminando e contaminandosi con tutto il mondo. Il mio secondo contatto con la Street Art lo devo al grandissimo Banksy e al suo film Banksy does New York, che meglio di tutti spiega il fenomeno e la sua portata. Per quanto riguarda i testi, vorrei consigliare un libro tutto italiano, scritto da una persona che ha trasformato la sua passione in lavoro: Urban Lives di Ivana De Innocentis, una guida ai luoghi della Street Art sparsi lungo lo Stivale, nato dall'esperienza dell'autrice e dai suoi viaggi di scoperta, raccontati dal suo punto di vista.

Ci vuoi spiegare il tuo rapporto professionale con Fuseum - centro d'arte e cultura?
M.P: Durante la seconda metà degli anni ‘70 frequentavo la scuola elementare Montessori a Perugia; contemporaneamente mia mamma lavorava in una nota galleria d’arte poco distante. Passavo spesso il pomeriggio al lavoro con lei e, mentre facevo i compiti, l’aura dell’arte presente in galleria mi pervadeva senza che me ne accorgessi, senza esserne consapevole. Uno degli artisti promosso da mia madre era un vecchio dentista perugino che si chiamava Brajo Fuso: abitava in una stranissima casa all’interno di un bosco. Grazie a lei ebbi la fortuna di conoscerlo e di visitare quello che sarebbe diventato il Fuseum, ma col passare degli anni dimenticai l’esperienza e andai per la mia strada....
Finché un giorno del 2010 fui invitato casualmente a una mostra organizzata proprio al Fuseum. Una volta entrato in quel luogo magico, i miei ricordi presero forma, come in un film. Raccontai la mia storia al direttore artistico del luogo che, affascinato dalla strana coincidenza, mi invitò a far parte del gruppo di volontari al servizio del parco museale. Da allora do il mio contributo.

Fuseum
Qual è il fil rouge tra la tua professione e la tua vocazione per la comunicazione e la Street Art con particolare attenzione a questo progetto?
M.P:La professione del consulente consiste nel dare un ordine alle cose, nel comprendere dall’esterno quello che le aziende non riescono a intravedere dall’interno. Allo stesso modo, la mia professionalità può essere utile al lavoro degli artisti, che non sempre sono in grado di divulgare con la stessa efficacia con la quale comunicano. Nel caso della Street Art questo aspetto è ancora più centrale, poiché gli artisti tradizionali sono predisposti a lavorare in contesti predefiniti: gallerie d’arte, mostre, musei… Si aspettano un pubblico informato ed educato all’arte. Viceversa, le opere di strada vengono realizzate in luoghi non predisposti allo scopo, spesso in contesti disagiati, frequentati da persone non preparate. Street Art Umbria può visitare e valutare le opere sparse nella regione e comunicarne l’esistenza a un pubblico molto vasto, attraverso un linguaggio impersonale, ma facendo
attenzione alla cura dei dettagli.

Cavalli presso Attack Festival di Ericailcane a Foligno
Che cosa vedi nel futuro di Street Art Umbria, puoi darci qualche anticipazione?
Il futuro del progetto dipende dall’interesse che riuscirà a suscitare. Al momento l’idea sta
piacendo soprattutto negli ambienti legati all’arte, mentre il suo scopo principale è riuscire ad andare oltre. La pagina Facebook e il profilo Instagram stanno riscuotendo un moderato successo, ma è chiaro che il passaggio successivo sarà legato alla creazione di un sito web di riferimento. La catalogazione delle opere rimane lo scopo principale del progetto e in questo momento esistono numerosi strumenti adatti allo scopo, come per esempio Mappi-na, che però ha una connotazione nazionale e contenuti più allargati, quindi non ho ancora completato la mia cassetta degli attrezzi.
Alcuni anni fa realizzai un divertente progetto basato su Pinterest, si chiama Umbria in Pin e, ancorché molto interessante, ha subìto una trasformazione della piattaforma che ne ha di fatto decretato la morte. L’idea alla base del progetto era di far raccontare il proprio territorio dagli abitanti stessi, unici conoscitori dei contesti locali. Questo approccio può in parte essere ripreso per Street Art Umbria, arricchendo il progetto con punti di vista diversi. Altre idee verranNo fuori cammin facendo, soprattutto coinvolgendo gli artisti nel progetto, ma al momento le mie ambizioni si fermano qui; è tempo di prendere la fotocamera e andare in giro a catalogare.


Link Utili:

martedì 12 giugno 2018

Favole di luce, il progetto fotografico di Nino Migliori con i bambini del nido scuola Mast in mostra al Maxxi

Favole di luce 
Nino Migliori e i bambini del nido scuola Mast 
Dal 12 Giugno 2018 al 22 Luglio 2018
Maxxi Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo
Via Guido Reni 4A 00196 Roma


Alberi, foglie, cuori, piedi, cerchi, ingranaggi. Sono alcuni soggetti delle 87 immagini che compongono Favole di Luce, il progetto nato dall’atelier di fotografia del maestro Nino Migliori con i bambini dai 3 ai 5 anni del Nido Scuola MAST, a Bologna, esperienza unica nel panorama nazionale e internazionale condotta a partire dal 2015.

Le opere, esposte a Roma nello Spazio Extra MAXXI con il coordinamento di Pippo Ciorra, Senior Curator MAXXI Architettura, sono il risultato delle sperimentazioni condotte da Migliori con i bambini, utilizzando tecniche off-camera da lui inventate tra gli anni Quaranta e Settanta come le ossidazioni, i cellogrammi, i polarigrammi o appartenenti alla storia della fotografia come i lucigrammi e i fotogrammi.





Da queste esperienze, si è sviluppato il progetto didattico di Migliori, che ha avvicinato i più piccoli alla scoperta del mezzo fotografico come forma di scrittura, sorprendente meccanismo per la creazione di immagini narranti.



“È importante che i bambini prendano consapevolezza della libertà di espressione”, afferma Migliori. “La libertà di superare certi schemi, cercare e provare altre forme di scrittura, è quello che ho perseguito sempre anche personalmente, ed è ciò che ancora continuo a fare.” Il linguaggio fotografico negli atelier è diventato così uno strumento al servizio del gioco e della creatività dei bambini, che nell’epoca dell’egemonia digitale e del culto del selfie recuperano gli aspetti legati alla materialità della fotografia sperimentando con gli acidi di sviluppo e di fissaggio e la carta sensibile e mettendo la luce al centro della loro pratica.

Dalla collaborazione tra Nino Migliori e i bambini è scaturita una molteplicità allegramente confusa di immagini che narrano l’evento straordinario del vivere: piedi, cuori, foglie, cani, alberi, cerchi, piramidi, pezzi staccati o assemblati, orsacchiotti, palle, garze, chiavi inglesi, ingranaggi, bimbi in movimento. Attraverso 87 opere, la mostra dà conto di questa esperienza straordinaria, accompagnando i visitatori alla scoperta del processo creativo ideato da Migliori e delle “favole di luce” scritte dai bambini, libera espressione dei loro pensieri, delle loro emozioni e dei loro desideri. 



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Progetto espositivo curato e promosso da Fondazione MAST e Nino Migliori, in collaborazione con Fondazione MAXXI, Roma.

Flamingo: Street Art Tour

Una selezione di opere di Street Art, provenienti dagli Stati Uniti e dall'Europa, dedicate al fenicottero rosa più famoso degli ultimo anni: #Flamingo Street Art Tour.

Chicago
Telmo & Miel, Helsingborg, Sweden


The Flamingo Chicago by Sébastien Nagy


Russia

Brooklyn
Lincoln Street Art Park

New York City
Telmo Miel: Artifex Gallery and Wijnegem Shopping Center in Antwerp, Belgium


Valencia
Parigi, Montmartre

Installation, Chicago


Aruba Art Fair

Katia Engell, Toronto

Buenos Aires

London
Florida

Chicago

Miami

David Grossman, Qualcuno con cui correre

Una volta Leah le aveva detto che ogni coppia condivide un segreto, qualcosa di unico, di particolare. Se questo non c'è... allora non è una vera coppia.

David Grossman, “Qualcuno con cui correre”


@SalottoLetture: Leggiamo le Donne in Letteratura

@SalottoLetture è stata una piacevole e illuminante scoperta su Twitter.

Leggiamo le Donne. Ogni mese un’Autrice. Account gestito da @LibroeTe in collaborazione con @giulianasonnati #LeggoXX #SalottoLetture

Sul profilo dell'account potete trovare tutti gli aggiornamenti sulle Donne in Letteratura.

Oggi si parla di Patti Smith (per chi segue questo blog sa quanto amore c'è per questa Artista).
E qui un piccolo omaggio:

Patti Smith e Robert Mapplethorpe (1977)


“Three chords merged with the power of the word”


lunedì 11 giugno 2018

Bodys Isek Kingelez: City Dreams - MoMA

Bodys Isek Kingelez: City Dreams
curata da Sara Suzuki e Hillary Reder
Fino al 01/01/2019
MoMA - The Museum of Modern Art
11 West 53 Street, Manhattan


Prima retrospettiva americana, Bodys Isek Kingelez: City Dreams è la mostra che abbraccia tutta la carriera del designer, scultore, ingegnere e artista Kingelez. Un percorso visivo e interattivo che parte dalle prime sculture monostrutturali, alle spettacolari città tentacolari, fino ai futuristici lavori postumi, che incorporano materiali sempre meno ortodossi. Queste opere raramente mostrate sono un invito per tutti noi a immaginare, come dichiarò l'artista, un "mondo migliore e più pacifico".


Curata da Sarah Suzuki con l'assistenza di Hillary Reder del Dipartimento di disegni e stampe del MoMA e in collaborazione con l'artista Carsten Höller per l'esposizione e l'allestimento, la mostra mette in scena i sentimenti e talvolta i turbamenti delle opere di Kingelez: le sculture vibranti e ambiziose hanno avuto origine dalla commistione di oggetti di uso quotidiano, accostati tra loro, uniti e riciclati.

"Senza una modella, non sei da nessuna parte. Una nazione che non può fare modelli è una nazione che non capisce le cose, una nazione che non vive"

Le città visionarie di Kingelez offrono modelli fantastici e utopici per una società futura più armoniosa. Kingelez offre a se stesso e alla comunità un'alternativa rispetto alla sua esperienza di cittadino urbano nella città natale di Kinshasa. Partendo dalla sua esperienza, il lavoro dell'artista ha esplorato domande urgenti sulla crescita urbana, l'iniquità economica, la comunità e l'unione tra razze in relazione all'habitat sociale e architettonico circostante. 



Info e Tickets: MoMA 

Street Art, Fumetto, Fotografia: laboratori per bambini ideati da Museo del Novecento

Street Art, Fumetto, Fotografia
Campus settimanali per ragazzi 11-15 anni
A partire da lunedì 11 Giugno
Museo del Novecento
Piazza Duomo 8, Milano
A cura di Ad Artem



Museo del Novecento ha organizzato dei campus estivi per ragazzi dagli undici ai quindici anni che prevedono l'esplorazione dell'arte in tutte le sue forme e declinazioni: dalla street art al fumetto passando per la fotografia. 

Ogni settimana è dedicata a una forma d'arte specifica.
Creatività, libertà ed esperimenti: sembrano essere queste le parole chiave per questi laboratori esplorativi.


Informazioni

Orari: lunedì-venerdì, entrata 9:00-9:30 e uscita 16:30-17:00.
Costo: € 160 a settimana.
Ragazzi con disabilità: si, valutiamo caso per caso.
Pranzo a sacco a cura della famiglia.

Per informazioni e prenotazioni:
http://museodelnovecento.org/it/evento/mi-esprimo-con-la-street-art-il-fumetto-la-fotografia
tel. 02 6597728
info@adartem.it
www.adartem.it.

domenica 10 giugno 2018

Rispondigli di sì. Gabriel García Márquez, L'amore ai tempi del colera

«Rispondigli di sì, anche se stai morendo di paura, 
anche se poi te ne pentirai, 
perché comunque te ne pentirai per tutta la vita 
se gli rispondi di no...»

Gabriel García Márquez, L'amore ai tempi del colera



Chihiro Iwasaki e i suoi disegni: Happiness of Children and Peace

Chihiro Iwasaki è stata una artista giapponese che ha dedicato la sua arte alle illustrazioni per bambini: disegni ad acquerello dove l'atmosfera bucolica è la cornice di bambini soavi e felici. 


Si dice che Chihiro abbia realizzato più di novemila disegni nella sua vita. Sebbene la maggior parte delle sue illustrazioni siano state disegni ad acquerello, alcune delle sue opere sono state anche realizzate con la tecnica della pittura ad olio.


Il suo stile è stato largamente influenzato da due dei suoi artisti preferiti, Kenji Miyazawa e Hans Christian Andersen. Uno degli aspetti più intriganti di Chihiro Iwasaki come artista è che, durante la sua carriera, ha continuato a dipingere i bambini, anche senza dei modelli, catturando con precisione le sottili differenze tra un bambino di dieci mesi e un bambino di un anno.



Chihiro ha usato il suo occhio acuto e le sue abilità di disegno lucido per creare innumerevoli immagini di bambini dando vita a migliaia di opere. Senza l'aiuto di uno schizzo approssimativo, poteva prendere un pennello, infilarlo nell'acqua e spostarlo liberamente sulla carta per trasmettere le qualità morbide ed elastiche della pelle di un bambino.


Attualmente ci sono due musei commemorativi dedicati a Chihiro Iwasaki: Chihiro Art Museum Tokyo (situato a Nerima, Tokyo, dal 1977) e Chihiro Art Museum Azumino (situato ad Azumino, Nagano, dal 1997). Entrambi i musei, raccolgono e mostrano illustrazioni e materiali originali tratti dai libri per bambini di Chihiro.